Qui non rischia nessuno – Muleta

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I Muleta sono un gruppo di Vicenza che non vuole essere etichettato.
I Muleta hanno sostenuto più di 60 concertI, condividendo il palco con gruppi del calibro di Zen Circus, Lombroso e Ulan Bator.
I Muleta sono: Enrico Teno Cappozzo, voce e chitarra acustica, Davide Scapin chitarra elettrica e Giulio Pastorello, batteria.

La musica dei Muleta? Deve essere ascoltata

1.Il progetto Muleta colpisce subito per l’immediatezza con la quale vi proponete. Quanto costa l’apparire rispetto a quello che si è?
Non costa niente se si fa vedere quello che si è. Chi si nasconde dietro parole, opere, missioni che non sono sue può solo che vivere male. Suoniamo e cantiamo frammenti di quotidiano. spontaneità, non apparenza, semplicità pura e diretta.

2. Chi è Carmine?
Siamo tutti noi, insoddisfatti, esigenti, remissivi, arrabbiati dentro, e cerchiamo sta cazzo di cura che pare non ci sia mai.
E’ uno che non si arrende. Un coraggioso. Il fratello che non abbiamo mai avuto.

3. Perché nascono i Muleta? Che esigenze avevate?
Teno: Nascono perché era ora che nascessero, nel senso che dal duo Davide/Teno doveva eruttare qualcosa oltre le chiacchere e le bestemmie da bar. Poi è arrivato Giulio e luce fu.
Davide: urgenze e circostanze fortuite.
Giulio: con i due balordi di Teno e Davide mi son trovato molto bene. Ed è stato baccano
fin da subito.

4. I componenti dei Muleta non sono nuovi al panorama musicale vicentino. Presentatevi..
Teno: chitarra e cori nei Melt.
Davide: basso, chitarra e altro in una decina di band inutili.
Giulio: chitarra e alcune voci nei Nova Sui Prati Notturni

5. “Carmine” e “Ehi” mi sembrano legate da un senso di insofferenza, di inutilità, di inadeguatezza verso il mondo. Perché “a volte sembra tutto quanto inutile”, mentre “Carmine vorrebbe tutto adesso per poi capire che fare niente è un gioco che non porta a niente”. Sicuramente un senso autobiografico, ma perché a volte ci sentiamo inutili secondo voi?
Te lo insegnano da piccoli a vivere male. Produci-consuma- crepa. Già Lennon in Working Class Hero lo spiegava bene. Siamo indirizzati a percorrere strade che non ci competono e da lì, si arriva a questo senso di inadeguatezza e in bocca abbiamo sempre ‘sto retrogusto di schifo. E’ una sorta di “io mi sopravvivo” come diceva Sartre nella Nausea. il titolo dell’EP non è stato scelto a caso infatti.
più che un senso di inutilità forse c’è un senso di inadeguatezza. Chiunque respiri lo prova almeno una volta al giorno, e nel disco ne trovi un ricco campionario.

6. Il vostro è un rock italiano, graffiante, che mi ricorda i primi Marlene, i Ministri di qualche anno fa. Ma se diciamo “Muleta” a chi vi sentite simili?
Teno: mai ascoltato Marlene ne tanto meno i Ministri. Trovarci un girone dove piazzarci mi pare difficile e questo mi piace molto ma molto.
Davide: ai Cure di Boys Don’t Cry.
Giulio: mi sento simile alle persone che vengono a sentirci ai nostri concerti … altro che i Ministri.

7. Primo EP “La Nausea” con Giorgio Canali.  E’ veramente il migliore per generi come il vostro?
Giorgio non è che sia il migliore per generi come i nostri, è semplicemente una persona che senza tante seghe sa far suonare bene un disco e tre disperati come noi. Semplicemente ci piace come lavora e sa far lavorare.
Giorgio dà una sensazione di sicurezza. quando riponi nelle sue mani e orecchie quello che intendi mettere su disco non ci pensi più. hai la certezza che il salvabile sarà salvato e valorizzato. E poi è un mago nel ‘dar merda’.

8. Torniamo alle canzoni. Dino è una delle mie preferite. “Fanculo a chi dice che il tempo porta consiglio”. Meglio rischiare? Chi rischia ancora nella musica in Italia?
Ma.. il verso voleva semplicemente dire che non ti devi aspettare niente da nessuno e da nessuna situazione. Fai per te quello che ti pare buono poi se te la pigli in culo amen e se ti torna in dietro qualcosa tanto meglio.
Però, meglio non rischiare. la parola rischio in sè puzza già di sconfitta. Questo nella vita.
In chiave musicale nessun musicista in italia rischia davvero qualcosa, ha sempre il culo al coperto.
Qualcuno per merito, qualcuno no.

9. E voi, quanto rischiate? “Niente di nuovo si vede all’orizzonte” come dicono nella recensione su Stereo Invaders?
Teno: Parlando per me non rischio niente, dico e suono quel che mi passa per la testa. poco importa se qualcuno lo capisce. A 36 anni mi pare stupido mettere i puntini sulle “i” se di “i” ne hai dette poche.
Sicuramente mi metto in discussione in ogni parola che urlo e tante volte mi pesa per come me la vivo, ma penso sia la cosa più onesta e bella per chi si prende il lusso di scrivere. all’orizzonte non vedo niente forse perchè non lo cerco, è una situazione di comodo avvolte ma per adesso è così.
Davide: Stereo Invaders ha colto nel segno. Tracciare nuovi sentieri non è la nostra priorità.
Giulio: A qualcuno andiamo a genio ad altri no. Il rischio è anche questo.

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Recensione “La Nausea” su Rockon
Recensione “La Nausea” su Stereo Invaders

0 thoughts on “Qui non rischia nessuno – Muleta”

  1. massimo fontana says:

    L’ultima risposta di Davide è una boccata d’ossigeno.
    Molti danno per scontato che un gruppo debba rivoluzionare la grammatica del rock’n’roll ad ogni nuova uscita discografica, ma non è così.
    m

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