Davide Vettori: un artista sintetico

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Rappresentante dell’underground trevigiano a Questa Non E’ Arte 2012, Davide Vettori è stato l’artefice di una performance coinvolgente grazie ad un sound elettronico a metà tra i DAF e i Depeche Mode e ad un approccio personale diretto e d’impatto. Nell’attesa di rivederlo live in alcuni locali di Vicenza vi presentiamo la visione, l’esperienza e il punto di vista di un musicista nato dall’incrocio di varie influenze musicali e dalla passione per la sperimentazione.

Come nasce Davide Vettori e com’è nato il tuo approccio alla musica elettronica?
Inizialmente sono partito da basi ‘rock’, suonando in band di cui l’ultima esperienza è stata come cantante ed addetto synth nel progetto You Wrong. Fatta qualche esperienza di registrazione home-made analogica, ho venduto il mio registratore a bobine e preso il primo sampler. Da lì, qualche anno fa, ho iniziato ad addentrarmi nell’ambito elettronico, sintetizzatori groovebox effetti e suoni, sperimentando giorno dopo giorno tra ambienti industrial e colonne sonore per video, prima come ‘Humanature‘, e poi pian piano ha preso forma la necessità di dare comunicazione più diretta, scrivendo un album nella mia lingua madre, unendo la componente plastica delle machine con il lato umano.

A chi ti senti ispirato? A tratti sembri una versione senza polvere di gruppi degli anni ‘70 di Berlino, come i DAF..Di fatto so poco di elettronica, Berlino e quant’altro. Ho iniziato ad ascoltarla da poco, probabilmente per la curiosità che mi suscitano i nomi a cui vengo talvolta associato dai media nelle recensioni. I miei ascolti sono vari, nati ad esempio da The Doors e Led Zeppelin, e sul fronte cantautorale con nomi quali De Andrè, Battisti, Dalla…quindi direi comunque di essere nato da una matrice ‘rock’n’roll’

Nel 2012 esce il tuo primo disco “Visione Cosmetica”(Garage Records). Possiamo riassumere il tuo pensiero in “una morte a metà dovuta ad una vita piena di certezze, sicurezze artificiali e una crisi di valori veri”?
Direi che la morte a metà è quella che spetta a chi, anche come me, magari non ha il coraggio di affrontare alcune situazioni al 100%, cercando di vivere una vita completa, vera e piena, senza false scusanti.
Sui valori veri si potrebbe confrontarsi in pagine e pagine, resta comunque un giudizio personale. Per fortuna, ci sono persone che credono, si impegnano, si tirano su le maniche quotidianamente per portare avanti degli ideali, e mi capita di incontrarne almeno una ad ogni concerto che faccio: questo mi solleva e regala quello stimolo giusto per continuare.

Vivo in un mondo alla rovescia, dove sta in cima solo quello che striscia” dici in “Causa d’effetto”. Quindi l’artista umile, che si fa strada con le proprie forze rimane un’utopia?
Beh, la meritocrazia nel mondo dell’arte è molto relativa e fonte di continui dibattiti, nel bene e nel male: conosco persone davvero brave e dotate, che però restano a produrre opere in camera loro, solo perché non hanno un canale giusto che permetta loro di esprimersi. Poi la faccenda è più ampia: non solo nella musica,
in tutti gli ambiti, anche da quello sociale e politico vediamo bene che si fa strada chi lecca la polvere con il sorriso sulle labbra. Spesso, coloro che dovrebbero badare alla ‘res pubblica’, al bene comune, che si occupino di socialità, di cultura, di arte, non vedono così importante la loro missione e l’integrità che dovrebbero mantenere per portare avanti il loro compito.
Ma d’altro canto, sono convinto che se si è autentici e veritieri, magari la strada sarà lunga e dura da mantenere, ma il messaggio che si porta avanti non verrà perso completamente nel vento.

Visione Cosmetica ci è sembrato ricco di significati, legati alla società e al modo di vivere generalizzato. Le tue performance live sono invece intraprendenti e a volte sfrontate. Un tentativo ironico di recuperare le menti delle persone?
Il punto di vista live è una maniera per rendere umana, fisica, sudorale una musica che parte invece dalle macchine e da una sorta di distanza che si potrebbe avere nei confronti delle canzoni, delle persone che sono lì con te a condividere quel momento. Mi piace che si crei un contatto, che si scrolli la polvere, ed a volte è un piacere grande vedere che alla fine dello show qualcuno se ne va con degli spunti di riflessione, o magari si trovano due minuti per scambiare quattro parole insieme. E’ un modo di lanciare un piccolo sasso nello stagno.

1/5 del potere e un sacco vuoto fanno la felicità?
1/5 del potere è quello che abbiamo in mano. E’ la vita, così grande che non possiamo prevederla nè controllarla, ma così viva che possiamo mettercela tutta per fare del nostro meglio ed ogni giorno sfruttare le potenzialità che sono state date alle nostre piccole mani.

La mediocrità, la standardizzazione, l’incomunicabilità. “Ho scelto di non scegliere niente“. E’ veramente arrivato il tempo di cambiare. ‘Il tempo di cambiare’, come anche ‘Preservo il tiro’, sono un po’ ironiche. Nel senso che è vero che alcune cose dovrebbero cambiare, ma d’altro lato si focalizza anche sul fatto che spesso viene facile, quando le situazioni sono complicate o dure, anziché impegnarsi per fare bene, fare meglio, cercare la soluzione e il dialogo, si prende e si butta tutto all’aria. Anche solo per il gusto di cambiare, e può essere un peccato gettar via ‘come un vecchio foglio di giornale’

Davide Vettori live alone e accompagnato da Tommaso Mantelli, alias “Captain Mantell” . Un disco prodotto dallo stesso Mantelli, e che vede collaborazioni con Ilenia Volpe, Nicola Manzan (Bologna Violenta) e molti altri. Un underground fatto di collaborazioni musicali? Quanto pensi sia importante la compartecipazione nella realizzazione di un disco?
Direi che la collaborazione è fondamentale: così come sento l’importanza di sentirsi liberi, come singola persona, di creare, di mettere giù un’idea a tutto tondo, senza vincoli esterni, poi punzecchiare altre persone per fare un pezzo di strada insieme e vedere le loro risposte interessate e positive (come Ilenia e Nicola), e ancora più forte è stata la collaborazione con Tommaso, vero artefice del lavoro, con cui è stato bello e a volte anche difficoltoso mettere i brani sopra il tavolo, cercare la mediazione tra i nostri pensieri, trovare insieme la strada verso la soluzione di ogni singola canzone, fatta da ‘questo per me no, questo per me sì…allora facciamo così!’
E’ stato intenso ma l’esperienza si è rivelata positiva, e mi auguro per il futuro di poter continuare a mettermi in gioco insieme ad altri. perché la strada va fatta un po’ da soli ed un po’ in compagnia.

La tua vena artistica non si ferma alla musica poiché ti sei occupato direttamente dell’artwork del disco e del video, “Morire a metà” che gira su MTV. Un uomo dalle mille doti?
Diciamo che “faccio cose, vedo gente“…ci tengo a sottolineare che comunque tutto è nato sì da mano mia, ma insieme a grandi confronti e scambi di opinioni con gli amici più stretti, durante i work in progress. Mi piace provare ad ampliare i contenitori dei messaggi: che non sia solo musica, che non siano solo parole, che non sia solo visivo o performativo. E vorrei dirmi che ‘questo è solo l’inizio’!

Official Web site Davide Vettori
Davide Vettori on Facebook
Official Videoclip “Morire a Metà”
Recensione Visione Cosmetica su Musiczoom
Recensione Visione Cosmetica su Lost Highways

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