Note di un viaggiatore – Couchsurfing rulez!

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Couchsurfing. Alcuni di voi non conosceranno questo termine, e queste due righe non sono di certo una pubblicità all’organizzazione.
Couchsurfing fa parte di quelle che vengono definite “reti di ospitalità”. Secondo Wikipedia, una rete di ospitalità, è “un’associazione o un circolo di persone che si scambiano reciprocamente un posto letto, gratuitamente, oppure in cambio di attività che possono essere di vario tipo”.
La mia esperienza si basa però sulla prima definizione, quella dell’ospitalità. Esperienze che in passato ho già fatto, ma, devo dire la verità, con persone già conosciute, grazie a conoscenze avvenute per lavoro e studio all’estero.
Ma quali sono i veri motivi che mi hanno spinto a ciò?

1) Conoscere nuove persone
La mia ragione di vita. Io vivo per ascoltare storie di persone con esperienze e vissuti diversi dalla mia, specie se di altre nazionalità. Non c’è niente da fare, starei ore e ore ad ascoltare la loro sensibilità espositiva su qualsiasi argomento e i loro modi di pensare. Mi piace molto viaggiare anche con la mente.
Quello che mi ha colpito nella mia pur breve (ma intensa!) esperienza da surfer è l’impronta che ogni persona ti lascia nella tua vita. Faccio degli esempi che sembrano veramente banalità, ma per me non è stato così. Nell’ultimo viaggio in Marocco, molto spesso le persone si affidano a Dio quando succedono degli inconvenienti, non perdono mai la fiducia o la speranza. Oppure, grazie a degli ospiti-amici russi, ho scoperto l’orribile tragedia che stanno vivendo intere popolazioni residenti vicino al Lago d’Aral.
Sono aspetti che non conoscevo, che avrei magari tralasciato nel corso della mia vita, ma che ora sto approfondendo seriamente, cercando di capire le ragioni di questi comportamenti, sto facendo delle ricerche anche ulteriori, non solo sul web. Questi due esempi servono a spiegare la grande opportunità che si ha quando si incontrano persone nuove.
La vita ti cambia anche grazie o per colpa di una sola persona: quando incontri l’amore della tua vita per esempio, o quando ti trovi faccia a faccia con il tuo assassino.
Si possono incontrare anche persone con cui ci si trova bene a pelle, subito, persone fuori di testa, persone che diventano tuoi amici come se lo fossero sempre stati.
Tutto ciò è la mia linfa vitale.

2) Ricevere suggerimenti o tips
Sicuramente prima dovreste riuscire a capire di che pasta sono fatte le persone che vi ospitano, cercando di individuare i punti che vi accomunano. Perciò dovrete fare molte domande, e, allo stesso tempo, spiegare nel miglior modo possibile la vostra identità “turistica”.
Se siete fortunati, e se dalla controparte trovate terreno fertile e persone simili a voi (nella maggior parte dei casi, dovrebbe essere così), il gioco è fatto. Risparmierete un sacco di tempo, ma soprattutto andrete a visitare luoghi che un normale turista non potrà mai apporre nel proprio album fotografico. Luoghi solitamente puri e non intaccati dalla moderna turistificazione.
Come se non bastasse, infine, può accadere anche di incontrare gli amici e le famiglie, magari condividendo una cena: di solito la mamma ai fornelli prepara pietanze che valgono 100 e più ristorantini del centro!

3) Vi fa sentire come se foste in vacanza
Quest’estate io e la mia ragazza abbiamo deciso di rimanere a casa in agosto, evitando di farci “inculare” dai rincari posti in essere dalle varie compagnie aeree e strutture ricettive per turisti.
Abbiamo ospitato alcuni surfisti e il risultato è stato sorprendente: i luoghi dove normalmente passiamo le nostre giornate si sono improvvisamente illuminati di colori diversi, soprattutto quelli che non avremmo mai potuto (o voluto) visitare. La missione della riscoperta delle proprie origini ha ritrovato vigore.
Le giornate erano ricche di esplorazioni (quando possibile), mentre le sere passavano in allegria tra un party e l’altro. Uno spasso.
Come essere in vacanza nella propria quotidianità. Anche questo vuol dire essere viaggiatori.

4) Praticare il proprio inglese
Beh, non è certo da considerare di secondo piano. Sullo stesso piano ovviamente si pongono altre lingue: il francese, lo spagnolo, il tedesco, il russo…
Qual è il miglior metodo per studiare l’inglese? Impararlo a scuola? In Italia? Neeeeeh…Una bella esperienza all’estero, ecco cosa ci vorrebbe!
E poi, per mantenerlo? Qui la situazione si complica, bisognerebbe viaggiare in continuazione, oppure leggere libri e siti in lingua.
Oppure? Ma si, ospitare persone straniere in casa propria! Come dire, se Maometto non va alla montagna…

5) Risparmio
Ahimè, la parte pecuniaria della faccenda la si deve inserire in qualsiasi situazione. In fondo, non fa poi così male tenere in tasca qualche soldino. Ancora una volta però, questa fase può essere frutto di uno scambio: a casa mia, per esempio, ho ancora una buonissima grappa (penso lo sia) lituana al miele, regalo degli ultimi amici ospitati a casa nostra. Anche a me piace moltissimo portare dei doni.
Il risparmio è comunque garantito!

Text & pictures by Diego Pillon

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0 thoughts on “Note di un viaggiatore – Couchsurfing rulez!”

  1. Giulio says:

    Ciao a tutti, io ho una cara amica newyorkese che viaggia solo con il couchsurfing ed é stata lei a consigliarmi di iscrivermi a tale sito visto che, anche senza di esso, ho sempre ospitato centinaia di persone a casa mia.
    Ho però avuto una spiacevole esperienza con tale sito/fenomeno: quando mi sono presentato come coppia da essere ospitata (io e la mia compagnia) tutti ci hanno rifiutati per andare 2 soli giorni a Milano; quando, per fare una prova, si é presentata solo la mia Lei, ha avuto un sacco di belle parole e di conferme.
    La maggior parte di quelli che ospitano sono maschi e se tu che richiedi ospitalità sei una bella ragazza (come la mia Lei) vai alla grande, altrimenti devi accendere un cero ai Santi.
    Tu che ne pensi? Hai avuto riscontro di altri maschi o coppie?

    1. alessia_camera says:

      Ciao Giulio,
      sinceramente no, non abbiamo mai avuto esperienze simili. Credo dipenda molto dal motivo che spinge qualcuno ad ospitare e quindi usare Couchsurfing e nelle grandi città è sicuramente diverso e più difficile rispetto a quelle più piccole. Noi lo vediamo ad esempio abitando a Londra. Le relazioni con le persone sono più complicate e anche il fatto di ospitare qualcuno per la semplice volontà di condividere un’esperienza è più difficile, non giustifico sicuramente ma possono esserci anche altri elementi quando si sceglie di essere un host con Couchsurfing. Ti consiglio di usarlo nelle città più piccole e di scegliere con cura chi vi ospita, è molto importante! 😉

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