Senza fronzoli – Polar for the Masses

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Vicentini, storici, diretti, molto rock, anche punk, internazionali, trio, Black Nutria, Italico. No, non è la lista della spesa! Il gruppo che vi proponiamo questa settimana, risponde in modo perfetto a tutte queste piccole definizioni. Loro sono i Polar for the Masses e sono pronti a partire per il tour che li porterà in giro per l’Italia per la promozione del nuovo album, Italico. Dovrete aspettare la fine del mese per vederli a Vicenza, precisamente il 26 aprile al Vinile, se fossi in voi però, investirei il prossimo sabato sera per andare al Deposito Giordani a Pordenone dove apriranno per Appino, anche lui novità solista di questo 2013, in passato penna e chitarra degli Zen Circus.

1) La prima cosa che ho pensato quando ho visto il titolo del vostro cd è stata: “Anche i Polar hanno voglia di cambiare”. Questo 2013 è proprio l’anno del cambiamento per tutti! Quindi è come andare dal parrucchiere e cercare un nuovo look?
Noi siamo arrivati in anticipo! Abbiamo iniziato a pensare questo disco nel 2011 e lo abbiamo registrato nel 2012… Scherzi a parte, abbiamo 3 album in inglese alle spalle e volevamo fare qualcosa di nuovo, cercando di avvicinarci ulteriormente al nostro pubblico in Italia. Abbiamo sempre dato molta importanza ai testi, ma il fatto di cantare in inglese non ci ha mai reso giustizia in patria.

polar-for-the-masses2) Da due settimane non vi tolgo dalle orecchie e siete il ritmo che segna le mie strade londinesi. Mi sembra un disco molto diretto, senza fronzoli. Non vorrei far passare in secondo piano il cantante/chitarrista, ma la sezione ritmica è veramente possente. Non avete registrato in presa diretta, vero?
Of course, presa diretta, nel senso che abbiamo registrato tutto e poi mixato, senza fare ritocchi e magheggi di editing col computer. Vecchia scuola: basso e batteria registrati suonando contemporaneamente, poi chitarre e per ultime le voci. Tutto su bobina. Siamo fatti così, come dici tu, niente fronzoli. Il fatto che risalti molto la sezione ritmica fa parte della nostra cifra stilistica. Facciamo musica che parte da basso e batteria. La chitarra ha una funzione prevalentemente rumoristica e di contrappunto con il basso. E’ una sfida continua, perché non è facile scrivere cose che funzionino anche solo con basso e batteria. In effetti, è così difficile fare cose semplici…

polar-for-the-masses3) Dio, ma ci credete veramente all’ ”audacia popolare”? Io ho perso le speranze. “Malediciamo il mero conformismo” va’, che mi trovo più d’accordo.
Domanda “citazionista”, ma allora ti sei veramente studiata i nostri testi! Diciamo che in ogni canzone mettiamo noi stessi e i nostri punti di vista che, da esseri umani fallibili quali noi siamo, possono essere contraddittori tra loro. Come tutti abbiamo speranze e fantasie, sogni e delusioni, e ogni tanto ci lanciamo in ogni sorta di maledizione, quando qualcosa ci fa incazzare. Spesso, poi, la prima fonte di delusione e incazzature siamo noi stessi, quindi direi che nei testi, come nostra consuetudine, parliamo di noi e parliamo di tutti al tempo stesso, facendo largo uso di immagini, ermetismi e metafore per colorare il tutto e farlo suonare bene assieme alla musica.

4) Anche il quarto album è pubblicato con Black Nutria, la vostra etichetta? Una voglia di libertà come quella dei Marta Sui Tubi, per non dover mettere nessun paletto? Come nasce l’idea? 
polar-for-the-massesEd invece cara mia, questo album esce per La Grande V e non per Black Nutria. In effetti, comunque, dal punto di vista della libertà non è cambiato nulla: abbiamo fatto quello che volevamo e con la massima autonomia. Penso che la libertà sia una conquista ma che comporti notevoli responsabilità, nel senso che non puoi scaricare su nessuno la colpa di un “insuccesso”. In questo siamo molto punk, cerchiamo di fare quello che è nelle nostre capacità in prima persona, pur avendo un contratto con una label, un ufficio stampa, un agenzia concerti (in Italia, e poi altrettanto per l’Europa) che si occupano delle rispettive incombenze. Ci piace sporcarci le mani e ficcare il naso in tutto, siamo fatti così, e ci piace collaborare con gente così. Odiamo quelli che pensano che all’artista competano solo i compiti di suonare e tirarsela.

5) Qual è “la differenza tra la vita e la morte”? E tra “l’impegno e la sorte”? [I love it]
Beh, come si dice nel brano “Un uomo, un voto”…..”la differenza tra la vita e la morte, non sei più tu – la differenza tra l’impegno e la sorte, non sei più tu”. Questa canzone parla dell’attuale situazione politica italiana, nella quale non si sogna più e nella quale percepiamo come pari a zero il valore del nostro voto. Morte delle ideologie, nessuna visione di un futuro, nessun partito. Risultato: come posso influire sulla rotta che sta prendendo il mio Paese? Che differenza passa tra l’impegnarsi e il non farlo? Votando mettiamo la nostra speranza nelle mani di un partito o di un movimento che nella maggioranza dei casi non ha una visione, un sogno per il futuro. E quando dice di averlo, di solito mente. Riflessioni sul pessimismo e sul fastidio.

polar-for-the-masses-italico6) Bella la copertina, un’Italia seduta, tra stanchezza e incapacità di rialzarsi che stringe la forchetta, l’unica identità che ci rimane. Chi è l’artefice del lavoro? E come nasce questa collaborazione?
Questa copertina, come l’intero libretto del cd, è opera di Osvaldo Casanova. Oltre che essere un artista che stimiamo, è un amico e si è offerto di fare questo lavoro per noi. Gli abbiamo semplicemente lasciato carta bianca, passandogli i brani appena ultimata la registrazione, per potersi “ispirare” e direi che il risultato supera ogni nostra aspettativa. L’illustrazione di copertina si sposa alla perfezione con il contenuto musicale del disco e le illustrazioni all’interno del libretto non sono da meno. Siamo fortunati, perché abbiamo sempre trovato persone, artisti, con cui la collaborazione ha sempre dato frutti notevoli, arricchendo il progetto. In passato, per esempio, hanno curato le nostre copertine Alessandro Giorgini e Marco Lovisatti. Dobbiamo ringraziare anche Diego Caldieraro, perché ormai è diventato il nostro fotografo di fiducia!


7) Ultima domanda, che non vuole però sembrare ruffiana. Come ben sapete, abbiamo proposto un concorso per trovare l’inno del Vicenza Pride. Come vedete quest’iniziativa? E se i Polar  decidessero di partecipare come sarebbe il vostro inno?

polar-for-the-massesE’ un’iniziativa che vediamo di buon occhio e la stiamo proponendo alle band che conosciamo. Se uno di noi non fosse membro della giuria tecnica, magari avremmo potuto partecipare, visto che ora abbiamo anche esperienza di scrittura in italiano! Ed il nostro inno sarebbe…. sicuramente fighissimo, molto post-punk, rock con influenze noise, un po’ new-wave, ma soprattutto altamente rumoroso!

8) Grazie. Ora spero di non prendere più paura quando inizia “Risveglio” e mi auguro che non “sputiate nel mio piatto”. Ah no, non mi chiamo Wall Street e non “scasso il mondo”.
Grazie a te, che ti sei praticamente imparata i testi meglio di noi! Se vuoi fare una comparsata ad un nostro concerto… dato che non suoniamo con basi preregistrate, ci serve qualcuno per l’urlo all’inizio di “Risveglio”! Stiamo preparando una versione live di questo brano più lunga e ipnotica, senza urlo iniziale (siamo troppo vecchi per certe cose) ma se vieni tu, concederemo solo a te l’opportunità di lanciare un liberatorio “aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa” all’inizio del pezzo!
Grazie per l’ospitalità e mi raccomando, salutaci la cara vecchia Betta!

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One thought on “Senza fronzoli – Polar for the Masses”

  1. massimo says:

    “Che pensano”, appunto. Ma chi tra noi può scegliere se fare musica e tirarsela oppure occuparsi anche di produzione e postproduzione?
    m

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