E questi da dove vengono fuori? – Bonaparte

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Dobbiamo essere fieri. Eh sì, cari amici, la provincia di Vicenza entra tra le location del tour italiano dei Bonaparte, vicino a Torino e Roma, unica data del Nord Est!
Questa volta l’E20 l’ha combinata grossa..un grosso applauso!

Ma chi sono i Bonaparte? Tedeschi, musicisti e performer.
Tobias Jundt è l’unico membro permanente del gruppo, che trova nell’elettronica e nel rock la sua espressione principale. Perché non si tratta solo di musicisti ma direi più animali da palco, performer guidati dalla libera espressione artistica e dalla volontà di stupire il pubblico. E la musica? Beh, la musica è il loro collante.

La prima volta che noi di Questa Non E’ Arte li abbiamo sentiti è stato nel 2010 in Germania, la loro terra d’origine. Un amico ci piazza lì “Who Took the Pill”, due minuti e mezzo di canzone tra l’indie rock inglese, l’elettronica e l’approccio tedesco degli anni ’80. E noi iniziamo a ballare, come in trans, e non solo perchè era l’ultimo dell’anno, ma perchè loro sono i Bonaparte e non si tratta “solo di uno spettacolo costruito a tavolino” dove “la musica è di secondaria importanza“. Secondo voi nel concerto che i Rolling Stones terranno a Hyde Park a Londra a luglio, la musica sarà la cosa più importante? Direi di no.

L’ultimo album dei Bonaparte esce l’anno scorso “Sorry, we’re open”, dopo quattro anni dal debutto con “Too Much”.
Il singolo “Too Much” lo trovo ancora fighissimo e attuale, soprattutto quando dice: “Tu sai troppo, sai troppo di qualsiasi cosa, tutto quello che so, io lo dico in una canzone, tu sai troppo, di questo e di quello, tu sai cos’è myspace, yourspace e la razza umana cos’è?” E la mia preferita è Boycott Everything, soprattutto quando dice: “I make, I make, I make, I break I break, I break, I create, I create, I create..
Non so come mai ma lo trovo particolarmente attinente alla mia personalità, non capisco se nel titolo o nel testo..ma..

Infine un consiglio: non ascoltateli troppo su YouTube prima del concerto. A volte l’esperienza che si vive sotto al palco è molto più importante di quello che si può imparare studiando!

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