Il battito di ali di una farfalla – Roberto Tofani

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Quest’oggi vi presentiamo Roberto Tofani, giornalista freelance romano, l’abbiamo conosciuto grazie a Daniele Pernigotti allo Spazio Nadir. Si occupa di cambiamenti climatici e di di cultura del sud est asiatico, dove risiede attualmente e dove gli effetti negativi dell’inquinamento prodotti dai paesi più industrializzati sono più evidenti. Anche lui vittima dell’esotismo? Del dover cercare altrove? Andiamo a scoprirlo

 

1) Un italiano ad Hanoi o un hanoita di origini Italiane?roberto tofani viet nam
Direi sicuramente un italiano ad Hanoi. La mia avventura con il sud-est dell’Asia nasce ad Hanoi, città con cui vivo un rapporto conflittuale di amore e odio, dove ho conosciuto la mia compagna e concepito mia figlia Iris. Nei lunghi mesi di permanenza nella “città in mezzo al fiume”, quel che forse soffro di più è il grigio e l’umidità dei mesi invernali. Magari per voi del nord-est non fa differenza, ma per me cresciuto a pochi km dal mare, la differenza c’è e si sente. È l’umore a risentirne per primo. In compenso, pero’, la vitalità quotidiana della città ti obbliga ad essere sempre attivo.

2) Che ruolo ha un giornalista nel 2013?
Quello di sempre: descrivere, raccontare, investigare, essere comprensibile e onesto nei confronti dei propri lettori. Qualcuno aggiungerebbe che il buon giornalista deve saper anche filtrare. Funzione sempre più richiesta da editori, direttori di redazione e amministrazioni (in molti casi comanda più l’amministrazione della redazione). Nel senso che oggi ai giornalisti è chiesto di filtrare, tradurre notizie dalla rete, molte volte senza neanche verificare, e riproporle senza neanche citare le fonti. Un esempio questo di pessimo giornalismo. Secondo me c’è ancora bisogno del giornalista che lavora sul terreno, sul posto, che si sporca le mani, che vede con i suoi occhi descrivendo ciò che sente, ascolta, annusa. Che ai cinque sensi ne includa anche un sesto.

3) L’Asia è il continente più esteso del mondo, riassumere una civiltà in un blog mi pare riduttivo. Cosa vuoi rimanga impresso di ciò che scrivi su sudestasiatico.com?roberto tofani viet nam
Vero. Specifichiamo, però, che sudestasiatico.com si propone di dare informazioni su una regione del continente asiatico, quella del sud-est, appunto, senza la presunzione di spiegare, ma di offrire spunti, riflessioni. In secondo luogo, il blog serve anche per promuovere il mio lavoro, per creare rete e contatti tra appassionati. In una parola un confronto che, a giudicare dai numeri, non interessa solo me. Il fatto poi, che col tempo siano cresciuti blog e scritti di viaggio, economici e altro su questa regione è la chiara dimostrazione che c’è un interesse.

4) In italia non se ne parla molto, ma cosa è stato deciso a Doha?
Nulla? Premetto che quando si parla di lotta ai cambiamenti climatici sono fortemente pessimista sulle azioni promosse dai governi. La questione è ormai più politica che altro. Personalmente inizio a credere che i negoziati promossi dalle Nazioni Unite siano sempre più fallimentari. Anche perché come ripete da anni la società civile: il tempo delle chiacchiere è finito. Di azioni vere, almeno dai parte dei governi, ahimè, non ve n’è traccia.

5) Come già anticipato dalla precedente intervista di Daniele Pernigotti, le istituzioni sono troppo lente, mentre il nostro pianeta esige delle risposte immediate. Ognuno di noi allora, deve arrangiarsi?roberto tofani daniele pernigotti
Fabbricarsi un riparo antiatomicotermonucleareglobale? No, direi che ognuno di noi dovrebbe iniziare a dare l’esempio, soprattutto ai nostri figli. Certo visto da qui (Hanoi) non è facile, dove “lo sviluppo e la crescita” devono essere perseguiti ad ogni costo. Qui, che gli effetti dei cambiamenti climatici sono più immediati e sentiti che nel sud Europa, i governi pianificano raffinerie, centrali nucleari e quanto di più insostenibile si possa pensare. Allora non abbiamo più speranza? Voglio credere di no e pensare che quelli con un’età minore ai trenta, che qui sono il 50 per cento della popolazione, abbiano più cuore e testa dei loro predecessori.

6) È proprio per questo motivo che avete scelto una piattaforma di crowdfunding per poter essere presenti a Doha. Ma qual era stata la motivazione di fondo che vi ha spinto ad iniziare il progetto con “produzioni dal basso”?Roberto Tofani Viet Nam
Poter realizzare un’informazione libera e senza vincoli, basata esclusivamente sulla responsabilità nei confronti dei nostri lettori su un argomento che sentiamo particolarmente e che non ha confini nazionali, ma riguarda l’Umanità tutta.

7) Pensi di riuscire a salvare il mondo? 
Io in fondo non pretendo di salvare il mondo. Cerco solo di renderlo un posto più vivibile per chi mi sta intorno e chi verrà dopo di me. Magari pensando che anche chi non abbia nulla dentro, un giorno si renda conto di quello che c’è fuori.

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3 thoughts on “Il battito di ali di una farfalla – Roberto Tofani”

  1. comeunjeko says:

    Sono con voi! Se tutti facessero la propria parte abbracciando una vita più semplice non ci sarebbe bisogno di intossicare il mondo. Inalcune parti del globo l’aria è così densa di gas tossici da non riuscire a respirare, credo sia inevitabile aprire gli occhi

    1. alessia_camera says:

      siamo anche già in ritardo!

  2. sherazade says:

    Pensi di salvare il mondo?
    Se lo poniamo al singolare nessuno ma proprio nessuno è in gradi di farlo ma se…quando una falfalla sbatte le ali, noi formichine di ogni dove potremmo contribuire per una nostra parte infinitesimale a farlo.Insieme è il pas-par-tout.

    sherazadenoiinsiemesipuò

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