L'importante è partire…e non doversi fermare!!

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Si può partire a piedi, si può partire in auto, si può partire per un malinconico viaggio in treno con i vetri bagnati dalla pioggia che corre veloce mentre si rilegge per l’ennesima volta “keine gegenstände aus dem fenster werfen” sulla targhetta sotto al finestrino, si può partire in taxi, si può partire su una nave cargo battente bandiera panamense e si può partire anche in bici.

Express BikerSarà per il richiamo green, sarà per la prova costume che incombe come una spada di Damocle, sarà che in alcune città il traffico risulta al collasso, sarà quel che sarà … sarà perchè di amo, come cantavano i Ricchi&Poveri … le motivazioni sono molte, ma senza dubbio la bicicletta è un mezzo di locomozione che, nonostante gli anni, continua ad entusiasmare. Che voi abbiate 6 anni e vi vantiate con i compagni di scuola di non avere più le “rotelline”, che voi siate degli studenti che presentano un ghigno beffardo e ironico mentre fanno lo slalom fra i SUV fermi imbottigliati nel traffico, che siate degli arzilli 60enni che la domenica sbeffeggiano i 20enni pedalando in salita come foste in discesa, di sicuro questa notizia vi farà stare con il cuore un po’ più tranquillo e speranzoso.

Express BikerUno degli incubi di tutti i ciclisti è quello di dover portare la bicicletta invece che esservi portati, per colpa di forature, rotture, catene che escono dai rapporti…. a Brooklyn (NYC-USA) qualcuno ha pensato di andare in soccorso dei malcapitati e proporre delle “vending machines” di prodotti per le piccole riparazioni ciclistiche. Si tratta di vere e proprie “macchinette come quelle delle merendine” che però propongono materiali e parti per interventi e riparazioni di emergenza. Parliamo di Express Biker creata da Shimon Kivman e rivolta alle migliaia di ciclisti Newyorkesi.

Quella delle vending machine non è di certo una scoperta nuova, n’è quella di proporre parti e ricambi per biciclette, però l’abbinata può funzionare e se l’idea arriva da chi in giro per Brooklyn ci va da anni e ha notato la carenza di “supporto d’emergenza” si può arrivare a pensare che questo progetto appena partito possa anche ingranare il rapporto giusto e vincere qualche tappa. Inoltre sembra anche fornire un ulteriore chiave di lettura: un mezzo “alternativo” come quello della bicicletta sembra poter acquisire sempre maggiori consensi e (forse) se anche il mercato inizia a proporre queste soluzioni (macchinette con pezze e mastice che ti risparmiano un po’ di imprecazioni) può significare un maggior interesse e una maggior importanza per l’uso delle due ruote.

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