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Anche i mouse, a volte, evolvono!

Se qualcuno avesse anche solo accennato, qualche secolo fa, in una qualche buia locanda o nella piazza del mercato delle erbe di qualche centro cittadino, che molti e molti anni dopo, nel mondo, molte persone avrebbero passato abitualmente del tempo con un topo sotto la mano, probabilmente avrebbe assaggiato il calore del rogo o il fetore di qualche segreta.

smart_mouse-startupOggi invece, con buona probabilità quotidianamente, anche mentre si legge un post come questo, si passa il tempo con un topo, un mouse, sotto la mano, senza che questo ci inorridisca o ci faccia pensare a strane stregonerie magiche. Non è perché siamo tutti cresciuti con la fiaba del Pifferaio magico di Hamelein, ma perché un intraprendente inventore statunitense nato nel ’25, si inventò un dispositivo che rendeva semplice l’utilizzo dei personal computer.

Abbiamo visto mouse sempre più ergonomici, sempre più piacevoli al tatto, precisi, ne abbiamo visto a lettura ottica, ne sono arrivati di wireless (si potrebbe dire un’evoluzione che ha portato topi senza coda), oggi il percorso evolutivo segna un’altra tappa di sviluppo del topo e non a caso il passo è segnato da dei Sapiens, dai designer di Laura Sapiens srl.

laura_sapiens_gruppoDefinirlo “mouse” è forse riduttivo e in effetti quelli di Laura Sapiens l’hanno chiamato SmartMouse e questo “aggeggio” smart lo è di sicuro. Si tratta di un dispositivo studiato nei minimi dettagli, con una grande attenzione alla forma, alle linee, ma soprattutto a ciò che questo mouse può fare.
Apparentemente funziona come un normale mouse senza fili, fin qui niente di eclatante, ma lo si può usare anche come puntatore, una sorta di “mouse aereo” che può arrivare a farci sentire un po’ Dart Fener, un po’ Zorro; le possibilità non finiscono però qui: il mouse può essere utilizzato per memorizzare e archiviare file, portandoli in maniera veloce e agevole da un computer all’altro, fondendo nello stesso oggetto incudine e martello: il mouse che diventa anche memoria esterna e che può continuare ad essere utilizzato, grazie al bluetooth, da un computer ad un portatile e viceversa, senza grandi difficoltà. Nell’uso quotidiano del computer e di internet, EGO! (questo il nome di questo prodotto), può essere utile anche per muoversi agevolmente fra password e codici di riconoscimento, che possono essere salvati in sicurezza, recuperati ed utilizzati ogni volta che necessitiamo, evitando funanbolici stratagemmi per ricordarci le password di accesso ai vari siti che utilizziamo.

L’evoluzione consente ad EGO! di adattarsi anche a diversi ambienti: il mouse, infatti, può anche essere utilizzato lontano dal computer, come dispositivo di interfaccia con lavagne digitali, come controller per videogiochi (con tanto di vibrazione e portabilità dei profili e delle partite salvate), per interagire con le TV di ultima generazione e con una lunga serie di dispositivi con cui lo SmartMouse ha la capacità di interfacciarsi.
laura_sapiens-smartmouse-laura-sapiensa-startup-italiaProviamo però a scoprire chi sta dietro a questa “creatura”. I moderni pifferai magici in grado di attirare a sè idee e circondarsi di questi SmartMouse non vengono da Hamelein, ma da Mantova. L’idea di un dispositivo intelligente nasce nel 2008 e la società sembra una confraternita di ragazzi con nome di Matteo e Stefano, ma questa è probabilmente solo una fatalità. Il progetto cresce e si sviluppa grazie anche a qualche contributo economico e finanziario nel corso degli anni ed approda, finalmente, nel 2013 su una finestra globale, quel Kickstarter che rappresenta la prima (e forse la più importante) piattaforma di crowfounding a livello mondiale per idee di startup innovative. Il successo di EGO! su Kickstarter è prorompente: il progetto viene finanziato per l’ammontare richiesto in un solo giorno, ciò significa capitale “fresco” con cui lavorare e un riscontro globale per un progetto che ha la volontà e la missione di cambiare il modo di utilizzare il mouse.

Forse qualche secolo fa non avrebbero creduto alla storia del topo sotto la mano, magari fra cento anni non crederanno neppure che i nostri mouse avessero fili e rotelline.

Web site Laura Sapiens
Youtube SmartMouse

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