Se l'Ape Maia inizia a scrivere SMS..

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C’è una pubblicità di un’auto che, contrariamente a quanto accade solitamente, non mostra giovani ragazze alla guida sorridenti o energici maschi in preda a overdose testosteronica che ribadiscono la loro  proprietà del branco aggirandosi con il nuovo modello di questa o quella autovettura; questa pubblicità mostra invece una serie di auto di inizio ‘900 aggirarsi per una città futuristica, il messaggio è quello di dire: “non c’è futuro se continuiamo a utilizzare tecnologie vecchie di decenni.

Il messaggio è certamente condivisibile e, nonostante il pensiero di “il minestrone di mia nonna, con ricetta tradizionale della mia bisnonna e della nonna di sua nonna…è sempre il migliore”, è senza dubbio vero che una cultura innovativa non può fondarsi su tecnologie e meccaniche vecchie di anni. La stessa cosa si potrebbe dire del modo di scrivere? Non fraintendiamoci: nessun riferimento alla scrittura con caratteri latini o con l’uso della penna, ma con il metodo di scrittura che probabilmente utilizziamo più frequentemente nelle nostre giornate: la scrittura con sistema QWERTY.

Le tastiere dei nostri computer, quelle sul touchscreen dei nostri smartphone, quelle dei tablet sono tastiere sviluppate seguendo il layout QWERTY. Questa disposizione dei tasti fu introdotta per facilitare l’utilizzo delle macchine da scrivere e per evitare inceppamenti nei tasti (qui troviamo già una prima incongruenza con la tastiera degli smartphone), prevede l’utilizzo simultaneo di entrambe le mani (cosa che non accade sugli schermi dei telefoni), ha una disposizione delle lettere che non cambia a seconda della lingua dell’utilizzatore (salvo qualche tasto che differisce) e soprattutto è una “scelta” effettuata nel 1870. Esatto: per scrivere testi da inviare con l’ultima app di turno utilizziamo una tastiera concepita nel 1870.

KeybeeDall’Italia arriva però una prospettiva nuova, che rilegge tutte queste considerazioni e prova a fornire una nuova conformazione delle tastiere dei nostri compagni (ahimè) quotidiani di vita. Si tratta di Keybee, un’applicazione sviluppata per rendere più semplice e veloce la scrittura “con le dita” sui dispositivi mobile e touchscreen.

Il nuovo layout della tastiera prevede una disposizione a nido d’ape dei caratteri, con la presenza dello “spazio” al centro, perché? Perché lo spazio è il carattere più usato (sono passati i tempi in cui scadeva la SummerCard Vodafone e  si scrivevano i sms senza spazi con alternanza di maiuscole e minuscole); nella tastiera QWERTY la barra spaziatrice è in posizione efficace per essere utilizzata da entrambi i pollici, a due mani, ma negli schermi degli smartphone è certamente più utile che sia nella parte raggiungibile più facilmente utilizzando un dito solo: il centro della tastiera. I tasti sono inoltre disposti coerentemente con la lingua di chi scrive, ponendo le celle adiacenti per le lettere con maggiore frequenza d’uso verso il centro della tastiera.

Attualmente l’applicazione è scaricabile gratuitamente per tutti i dispositivi Android  (è solo un test e non funziona ancora come tastiera sostitutiva) e se volete scoprire quanto “risparmiereste” nello scrivere una frase con questa nuova tastiera a nido d’ape fate un giro sul sito di Keybee.

Keybee smart keyboard

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