Angelo versione 2013: niente tunica sfavillante, ma stampa in 3D sfolgorante

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Si fa un gran parlare di stampa in 3D, di innovazione, di nuova rivoluzione industriale: da oggi si potrà dire che anche gli angeli conoscono la stampa in 3D. Chi scrive questo post spera di non finire in territorio blasfemo e di non suscitare le ire delle zie intente a recitare le litanie, ma è proprio così: stasera un angelo sarà davanti a migliaia di obiettivi fotografici, in una Manhattan frenetica e questo angelo sarà coperto da un costume realizzato con una stampante in 3D. Visione mistica collettiva? Tasso alcolemico di chi scrive questo post troppo elevato rispetto alla norma? Niente di tutto ciò: l’angelo sarà proprio su una passerella stasera, ma non si tratterà di un messaggero divino, ma di una super modella della sfilata di Victoria’s Secret (ammesso e concesso che per qualcuno una super modella che sfila in lingerie sexy possa essere considerata alla stregua di qualcosa di venerabile per dogma ricevuto).

VS FS 2013Il progetto del costume che verrà indossato dalla biondissima Lindsay Ellingson sembra il racconto di una sartorialità 2.0: scansione in 3D del corpo di Lindsay, progettazione del design del costume, stampa 3d da parte di Shapeways, arricchimento di qualche migliaio di cristalli Swarovski. Il costume richiama una sorta di etereo e delicato fiocco di neve luccicante, sembra realizzato con merletti, ma è invece il risultato di una stampa in 3D.

Questo è forse solo un racconto marginale e poco interessante per chi non si cura del fashion business, ma consente di trarre alcune considerazioni su come la stampa in 3D stia entrando nella nostra quotidianità (perché una super modella vestita da fiocco di neve è considerabile quotidianità). In giro per il mondo nascono sempre più FabLab (laboratori dove poter stampare in 3D le proprie idee e creazioni), sempre più marchi e produttori si affrontano in maniera concorrenziale e le possibilità di utilizzo di questa tecnologia si moltiplicano. Dagli studi di progettazione a quelli di architettura, dalle pasticcerie che stampano con cioccolato ai gioiellieri che creano i propri preziosi: le alternative tecnologiche e gli utilizzi sembrano poter toccare e contaminare tutti i settori produttivi e sembrano aver messo le basi per arrivare in futuro ad un diverso approccio alla manifattura, spostando il focus dalla produzione di massa a quella altamente personalizzata.

Oggi parliamo di una bionda californiana (nata a San Diego, di cui si festeggia il patrono proprio nel giorno di uscita di questo post: solo coincidenze?), forse fra qualche anno decideremo che maglietta mettere e ce la stamperemo in 3D direttamente a casa. Una follia? Non la pensa così Joshua Harris e la sua stampante di abbigliamento, ma questa è un’altra storia e un’altra puntata, per oggi limitiamoci a parlare di angeli.

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