Da Berlino a Londra, l'importante è non perdersi – Barbara Fragogna

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Barbara Fragogna è un’artista con cui Vicenza [e anche noi] ha già avuto a che fare, grazie al Vicenza Pride.
Per chi non dovesse conoscerla, è un’artista che lavora con approcci diversi e che affronta temi di diversa natura, dalla politica alla sessualità, in modo ironico e provocatorio.
L’abbiamo incontrata a Londra, alla Invisible Gallery, dove ha partecipato alla mostra “Eating you” ed abbiamo colto l’occasione per farle alcune domande relative al suo lavoro ed esperienza in diverse città europee.
lafragogna1 Ti ritroviamo a Londra dopo vari anni a Berlino come artista e curatrice del Tacheles. Cosa è cambiato dalla Barbara appena espatriata?
Ho vissuto a Berlino sei anni e posso dire di aver pienamente sfruttato, goduto, amato e in fine anche un po’ detestato la città. L’esperienza di curatrice del Tacheles purtroppo è terminata sul finire del 2012 quando, a causa di banche, interessi commerciali, tramacci tra imprenditori e sindaci e tentativi infruttuosi di gentrificazione, siamo stati costretti ad abbandonare il palazzo e a continuare l’attività in modo meno pubblico (per il momento). Ho quindi passato i due anni successivi lavorando ai miei progetti artistici personali (ma anche curatoriali come le Edizioni Inaudite) e a considerare la possibilità di spostarmi dalla città.
Ora sono proprio nel pieno di questo processo. Sono arrivata a Londra in merito ad una residenza artistica alla Mander Organs e ad una mostra presso la The Invisible Line Gallery e il passo successivo è quello di mettere radici a Torino per poter essere poi libera di spostarmi “a progetto” in altre città e paesi, tra cui nuovamente Londra in inverno, New York a fine estate e Taiwan e il Giappone nella primavera del 2015.
Io non sono cambiata, sono solo cambiate le circostanze, Berlino mi stava stretta ormai e avevo voglia di arricchirmi di nuove possibilità ed eccomi qui, sempre in attività ma con nuovi paesaggi e volti che mi rinnovano lo sguardo.
Come vedi il tuo lavoro in un mercato artistico sempre più attento al consumo piuttosto che alla ricerca?
Il mio lavoro non è mai stato al passo col mercato, non è mai stato nè decorativo nè commerciale in senso stretto. Non mi sono mai veramente preoccupata di far parte di quel mondo pur collaborando sporadicamente con gallerie commerciali e pur vivendo della vendita del mio lavoro. Anche se i miei guadagni vanno in pari con le spese e non è sempre facile pareggiare il bilancio, continuo a considerare questa precarietà come il prezzo della mia libertà intellettuale e artistica.
Qual è il lavoro (pittorico) che ti rappresenta di più e perchè?
Intendi il lavoro di altri? Correnti, ismi, artisti? Sono sempre stata attratta dagli artisti fuori canone, gli outsider (Caravaggio, Van Gogh, Picasso, Kahlo e Bacon tra i più conosciuti). Mi interessa la ricerca interiore che funzioni da specchio per l’esterno e gli altri. Mi appassiona il “personale”, lo trovo l’unico spazio logico e congeniale alla ricerca dell’originale. Originale non inteso ovviamente come stranezza, novità o fenomeno di baracca ma come tentativo onesto di comunicare qualcosa di proprio.
lafragogna3L’Italia è un Paese dalle molte potenzialità artistiche, sia in termini di ambiente che di persone. Che cosa ci manca secondo te?
Manca che: chi si interessa con spirito “romantico” alla cultura non ha voce nè spazio.
Parlaci di Everyday Renaissance, è un progetto più provocatorio o nostalgico verso l’arte di un tempo?
Non è un progetto provocatorio e nemmeno nostalgico. E’ un lavoro al tempo stesso semplice e complesso. Ci si può leggere quello che si desidera sia considerandolo uno scherzo superficiale che una profonda analisi sull’arte, il genere e la femminilità. Il rinascimento per me in quanto italiana rappresenta la rivoluzione dell’arte, la tradizione, la cultura, il rinnovamento, un crogiuolo di input e contrasti storicizzati che sono la migliore metafora di ciò che per me c’è di più auspicabile per la nostra civiltà: il risveglio, il rifiorire, il desiderio e la passione di realizzare la vita vivendola.

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