La Bella e il T-Rex: intervista a Roberta Sparta

Browse By

Ci sono persone che incontriamo per caso, vite che ci sfiorano e che non arriveranno mai a toccarci, idee e passioni che restano velate dietro un’apparenza sconosciuta. Capita anche di attendere la propria pizza da asporto e nel frattempo avvicinarsi alla storia di una ragazza che ha affrontato e gestito alcuni ostacoli per tentare di creare il proprio oggi e intravedere il proprio domani. Una sfida con alcuni dei propri limiti e con alcune delle proprie paure per “partire”.
Questa ragazza l’ho incontrata sulle pagine di una rivista mentre, come già detto, aspettavo la mia prosciutto-funghi-salamino. Un incontro inconsueto, un passaggio rapido, una chiaccherata mai ascoltata che ha voluto trasformarsi in questo post-intervista. Cinque domande: cinque perché nella smorfia il cinque corrisponde alla mano, a quella stretta di mano che (idealmente) ho spedito oltre oceano per conoscere Roberta Sparta.
Modella? Attrice? Noi abbiamo provato a scoprire la Roberta che ti invita a casa per un gelato o una birra, quella che puoi trovare a prendere il pane in panificio a Dueville prima di pranzo e che vedi la sera stessa intervistata su qualche red-carpet Californiano.

Roberta Sparta

Quando vuoi il pupazzo piu grande , ma alla fine arriva Pluto

1) Dueville – Milano – USA: sliding doors, ricerca dell’eldorado o pianificazione attenta di un sogno?
Sliding Doors! Se mi scrivi eldorado la prima cosa a cui penso è il gelato! …calde estati afose alle piscine comunali di Dueville a mangiare Cucciolone a go-go!!! Tornando alla domanda ( sto ora pensando a un cornetto Classico alla panna) ti rispondo: non lo so! Sono partita allo sbaraglio , pensando di fermarmi pochi mesi negli States …invece sono ancora qui! I primi anni sono stati pesanti ; investita da uno shock culturale assoluto. Ad oggi tuttora Alcune cose non le concepisco , tipo il caffè nelle tazzine di cartone ( da cui sto purtroppo bevendo ora).

2) E nel tuo tema “cosa vuoi fare da grande” cosa scrivevi? e ti riconosci oggi in quel tema?
Ahahaha ma proprio zero! Da piccola volevo diventare manager di una multinazionale e volevo laurearmi alla Bocconi. Mi viene da ridere , e non poco. Diciamo che ho preso una strada diversa, meno stabile e forse pazza . A volte ci penso a come sarebbe stato avere una vita “normale” .Varie volte ho pensato di mollare tutto e ripartire da zero ma la vita in quei momenti mi ha sempre regalato qualcosa che mi ha ridato carica o conferme di essere già sulla strada non giusta in senso assoluto, ma giusta per me.

3) Se anziché questa intervista, io fossi qui per proporre di scrivere la tua biografia o di girare un film “tratto dalla storia vera di Roberta Sparta” e ti chiedessi di scegliere il titolo: quale ti piacerebbe metterci?
Jurassic Park , Sparta vs T-Rex , lotta per la sopravvivenza. In senso figurato tutti i giorni per me è una lotta per la sopravvivenza . Precaria s vita . Passo da provino a provino a casting . Molti no e qualche si . Non so mai quanto guadagnerò in un mese e non so mai quale sarà il mio prossimo lavoro . E per di più ho un T-Rex che m’insegue. Il T-Rex può essere la super brioche alla Nutella che mi vorrei mangiare ma non posso , cioè posso ma poi devo andare in palestra e non ho voglia. Oppure il T-Rex può essere il provino o il ruolo che ti spaventa , tutti abbiamo i nostri T-Rex , no? Forse dovevo andare alla Bocconi e diventare manager. Ummmm ? No! Associazioni fantastiche a parte Jurassic Park resterà uno dei miei film preferiti a vita e non vedo l’ora esca il prossimo.

Roberta Sparta

Cucinare a caso e vestirsi pure peggio (notare maglia gialla e boxer a strisce azzurrine)

4) Possono avere opinioni contrastanti su molte cose, ma tutti gli italiani all’estero parlano di malinconia della cucina di nonna/mamma e del caffè. Sul tavolo della tua colazione cosa c’è? Caffè amore e fantasia o è in salsa statunitense?
Guarda, premettiamo che quando sono arrivata qua l’unica cosa che sapevo fare era la pasta ( e forse anche scotta). Successivamente e anche per necessità mi sono evoluta. Adesso son un mix veneto/Losangelino; molto devo anche a mia mamma che ha sempre cucinato fondamentalmente a caso. Arrivava a casa la sera e alla domanda: “cosa si mangia ?” , lei andava in Cucina, apriva il frigo e rispondeva: “mah…qualcosa farò”
Quindi cosa si mangia a Santa Monica ?
Pasto preferito: brunch ( colazione / pranzo)
Quando: fine settimana
Cosa: hash brown (a modo mio) patate viola e normali tagliate finissime (alla julienne , credo si dica) saltate in padella o fatte come tortino al forno (più sane) , avocado tagliato fresco(che adoro ), uova scramble (solo il bianco ) e una fetta di pane integrale con marmellata alle fragole di Rigoni di Asiago e perchè no un calice di mimosa (prosecco Foss Marai di Treviso e succo d’arancia)
Un pastroccioooooooo mondiale!! Ma per me buonossimo. Io il Sabato magno cosi: tiè!
Che poi alla fine di Veneto mi resta il prosecco e la marmellata.

Roberta Sparta

Sentirsi capita parlando con il proprio cane

5) Un viaggio ideale e 5 mete da toccare: quali sarebbero? soprattutto: quale vorresti fosse la meta finale (anche metaforicamente)?
Viaggio ideale senza cellulare e senza programmi . Non sapere dove , come o quando . Partirei dalla Terra del Fuoco , di certo voglio passare alle Galapagos ( ci penso da quando ho studiato Darwin in 5a elementare) , Polo Nord sicuro . Vorrei viaggiare su una nave rompighiaccio . E poi niente mi ritroverei magicamente in Russia e prenderei la Transiberiana per arrivare fino a Pechino e da li prendo una nave e vado in Africa, per la precisione Congo visto Che sto ancora pensando ai gorilla ed ai diamanti blu dopo che alle medie ho letto “Congo” di Michael Crichton. Si lo so ho avuto un’infanzia complicata.

Ma Massimo mo’ ti chiedo una cosa : come mai avete deciso d’intervistarmi? Lavori per qualche Centro di Salute Mentale ed il blog è una copertura?
A questa domanda posso rispondere che non ho neppure io la certezza di quali siano le reali ragioni che mi hanno portato a scrivere sul blog: probabilmente sì, è tutta una copertura di qualche centro di correzione (tipo quando da bambino i genitori millantano di “mandarti in collegio”). Anzi: diciamo la verità, il pizzaiolo è tuo cugggino e ha orchestrato tutta la cosa, comunque sia la pizza era buona.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *