L'ora del risveglio

Browse By

In una Vicenza ripiombata nell’autunno si assiste ad un altro risveglio.

Lo stato del risveglio, uno stato delicato e importante, in cui cerchiamo ogni giorno nuovi propositi per cominciare un nuovo giorno, assume una nuova valenza quando il sonno ti porta direttamente al momento del proprio compleanno.

Non a caso quando ci troviamo a chiedere l’età di qualcuno chiediamo quante primavere ha, proprio per evidenziare come l’inizio di un nuovo anno sia una nuova rinascita con, si spera, maggiore consapevolezza del percorso da seguire.

Lo spazio è pieno di gente curiosa che scopre e condivide con Alberto un momento di scoperta personale per l’artista stesso, il quale ha sempre sfidato il proprio fisico e l’opinione comune. Gente pronta a vivere quella che potrebbe essere una sfida personale anche per coloro che varcheranno la porta in cui riposa.

Dalle 9.59 del mattino Alberto è steso su dell’argilla, nudo e inerme, lì fermo fino alle 23.59. 14 ore… numero che messo al contrario risulta 41 gli anni che compirà a breve.

Nella sala attigua al suo corpo in riposo c’è la luce, la gente, le chiacchiere… e raggruppate tutte assieme tutte le sue produzioni, in cui la gabbia è sempre presente. Una gabbia spesso simbolica, come individua François Bruzzo durante la sua presentazione, quella che abbiamo tutti noi quando ci aggiriamo per le nostre città, ingabbiati nelle nostre abitudini e nei nostri itinerari.

Tra le esperienze che questo artista ha realizzato, sempre con una vocazione e un amore straordinario per la terra che abita che sente e riporta con tutti i suoi elementi nella sua opera, questa è la più interiore. Entrare in quella sala dal caldo opprimente e l’odore dei cerini, che come falene vivono giusto il tempo di percepire il suo corpo. Ma l’oscurità ci ha di nuovo catturato e lascio riposare Alberto prima dell’ingresso del prossimo visitatore, che sempre alla fioca e veloce luce dei cerini, andrà a salutarlo.

La gabbia che ha indossato durante la aggirandosi per la città con la sua gabbia, non solo metaforica ma reale. Ora all’interno di una pignatta in cotto sono conservati i capelli che si è fatto tagliare proprio in quell’occasione.

Il valore di una vita umana ha un prezzo, performance ed esperimento sociale, Alberto codiuvato da un banditore d’eccellenza, il nostro Diego Pillon, si è esposto pubblicamente ad un Fiera, quella celebre de il Soco. In vendita per la cifra di 29.999,99 (iva compresa) un regolare contratto regola le condizioni di uno schiavo regolare. L’acqua da bere, le azioni che potrà compiere o meno. Un contratto a prova di legge.

Il Canto dell’Angelo proposto in varie occasioni, cominciando dalla Biennale di Venezia del 2001 per lo spettacolo “J Beuys song” di Carolyn Carlson. La performance, proposta recentemente in un bosco ai margini del Lago di Fimon, ha addirittura spaventato gli avvoltoi, abitanti abituali di quel luogo.

A questi vanno aggiunti le sue creature di terra e cemento che hanno più volte lasciato il bosco per entrare nella giungla urbana. Protagonisti di Un altro sguardo, ancora Alberto ha caricato il peso di portare queste creature nella vita di inconsapevoli persone di una Vicenza di un giorno qualunque.

 

One thought on “L'ora del risveglio”

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *