La danza degli “omini” di Elisabetta Zanetti

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Quando ho iniziato a collaborare a questo progetto non conoscevo molte delle poetiche coinvolte in Personal Relations.

É quindi per me un grande piacere scoprirle insieme a voi e creare così relazioni sempre più strette tra le persone.

Ogni piccola intervista, infatti, ci da la possibilità di aggiungere un tassello, di muovere un passo per avvicinarsi alle opere e agli artisti.

Oggi incrociamo la danza di Elisabetta Zanetti, o meglio quella dei suoi “omini” in libertà.

Elisabetta Zanetti Personal Relations

Elisabetta Zanetti, nata a Padova nel 1979, si laurea in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 2005 con tesi in Anatomia Artistica.
Si specializza nel ritratto a olio, acrilico e penna di animali e persone, ponendo lo studio del corpo umano al centro della sua ricerca.

Ha operato anche nel teatro come scenografa e costumista e ha affiancato l’artista Rabarama, non ché insegnato presso la scuola Artelier dell’artista Youliana Manoleva a Padova.

La sua ultima produzione è fortemente centrata sull’immagine della donna e dell’individuo “l’omino”.
Vive e lavora a Vicenza.

Ecco la sua storia.

Alice Traforti: Elisabetta: raccontaci chi sei e cosa fai con parole tue.

Elisabetta Zanetti: Sono Elisabetta, pittrice e mamma. Dedico e ho dedicato fino ad ora la mia vita alla pittura, ho avuto una pausa di qualche anno quando è nato mio figlio, poi nuovamente a sperimentare e a parlare con le uniche parole che danno voce al mio sentire.

AT: L’indagine sul corpo umano inizia all’Accademia e accompagna tutte le sfaccettature della tua attività. Quale apporto ha dato il teatro a questa tua ricerca? E cosa si è portato dentro “l’omino” di questa esperienza?

EZ: Gli anni del teatro a Padova, li ho vissuti lavorando gomito a gomito con un eccezionale drammaturgo e lighting designer Giovanni Epis, di Brescia, disegnando e costruendo scenografie, ideando i costumi di scena, truccando gli attori… Ho appreso tantissimo e arricchito la mia visione, ho visto come la luce sia davvero artefice di illusorie forme e come descriva e possa raccontare un corpo.

Nei magici “tableaux vivant” ai quali assistevo, vedevo le pose, i movimenti delle persone e da lì mi è nata la voglia spasmodica di disegnare “omini”, in azione di fare … non statiche posizioni, ma nell’atto di … fino al riempire quaderni e quaderni di questi corpi senza volto.

É in quel periodo che è nato il quadro “Katja” (che racconta la storia del mito delle Parche, le personificazioni del destino ineluttabile), ”Alcesti”… e con questi una serie di quadri sul tema del “filo”.
L’”omino” grazie a questa esperienza si è denudato, per essere. Bianco su bianco e poi …nuovamente colore.

AT: Quali aspettative e progetti hai per il futuro?
EZ: Desidero far evolvere le mie ricerche pittoriche, i miei studi sul corpo umano, sull’individuo e continuare ad essere una sensibile traduttrice del sentire, mio e della realtà che mi circonda.

AT: Vuoi svelarci qualcosa di ciò che hai realizzato per Personal Relations?
EZ: Ho presentato al “mondo” il dono che mi ha fatto Madre Natura.

Elisabetta Zanetti Personal Relations

Ritratto del figlio, 2016 – particolare

 

AT: Personal Relations è un progetto che non solo vuole creare una mostra itinerante internazionale, ma vorrebbe incentivare lo scambio di esperienze reali tra artisti internazionali. Cosa ne pensi?

EZ: So che ogni esperienza, frutto della personale visione, è unica, particolare e preziosissima, proprio per questo necessito di verità altre, di visioni del mondo che mi permettano di ampliare la vista e quindi poter tradurre il mio sentire ed “esperenziarmi” nuovamente nella realtà.

Un grande grazie a Elisabetta Zanetti e ai suoi “omini”!

Ecco una gallery di corpi danzanti.

Puoi saperne di più visitando il sito dell’artista.


Le tappe di Personal Relations

  • The Cello Factory, London (Inghilterra): 06-16 dicembre 2016
  • Pulchri Studios, L’Aia (Olanda): 25 febbraio – 25 marzo 2017
  • Galleria Mirror, Vicenza (Italia): 29 aprile – 04 giugno 2017

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