Marco La Scala aka Seta: oltre i confini del linguaggio

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È ufficialissimo ormai! Ci si incontra tutti nel weekend per Personal Relations alla Galleria Mirror di Vicenza 😉

Oggi vi presento Marco La Scala.

Marco La Scala Personal Relations

Marco La Scala si approccia alla pittura fin dal liceo, partecipando attivamente alle collettive di Pizzo Calabro (VV), ma prosegue i suoi studi in tutt’altra direzione (psichiatra e neuropsichiatra infantile), finendo col dedicarsi alla pittura solo nel tempo libero dalla professione.
Il suo interesse si riaccende negli anni ’80, quando si occupa di comunicazione inconscia tra soggetti, passando a una figurazione non realistica delle tracce che gli elementi percettivi lasciano sulla mente umana, le “senso-percezioni” e gli affetti di base.
Si ispira alla natura, trasferendo lo spazio interiore sullo stesso piano di quello esteriore, che resta riconoscibile nei propri elementi.
Con lo pseudonimo Seta ha esposto presso la Galleria Vasquez di Padova in forma permanente dal 1995 al 2004.
Vive e lavora a Padova.

L’ho intervistato per voi.

3 + 2 domande

Alice Traforti: Marco: raccontaci chi sei e cosa fai con parole tue.

Marco La Scala: Credo che l’arte si spinga oltre i confini del linguaggio per poi ritornarvi ed esprima aspetti inediti del proprio essere, che, in una prospettiva soggettiva vede l’artista sempre a contatto con un bisogno creativo che è prima di tutto vitale creazione di sé, luogo dove ritrovarsi e sentirsi in armonia o in rottura col proprio mondo interno che non si esprime e non si trasforma se non con passaggi attraverso l’immagine, anche dove questa sia un solo colore.
Così nel silenzio del mio atelier periodicamente mi concedo di uscire dal tempo per percorrere spazi immaginari e questo mi ricarica più di una vacanza.

AT: Sei un professionista consapevole quando dipingi o applichi una sorta di arte-lettura o arte-terapia sulle tue opere, oppure niente di tutto ciò?
Mi interessa capire come intendi l’espressione artistica per te stesso.

MLS: L’arte terapia per come è comunemente intesa non è nei miei interessi pur utilizzando il disegno e il colore in alcuni trattamenti terapeutici. Quello che trovo stimolante è mostrare dei video in cui dipingo in seminari con ricercatori che si occupano del funzionamento psichico e in cui emergono interessanti nessi tra percezione, gesto, cinestesi, motricità, immagine, rappresentazione ecc. Emergono elementi e connessioni intermodali tra aree diverse della mente che sono di grande interesse per la ricerca e la cura del disagio psichico o per lo sviluppo di processi creativi.

AT: Quali aspettative e progetti hai per il futuro?

MLS: Scrivere l’esperienza del dipingere oltre a continuare a dipingere.

focus Personal Relations

AT: Vuoi svelarci qualcosa di ciò che hai realizzato per Personal Relations?

MLS: Ho voluto esprimere il bisogno di rispecchiamento che passa attraverso lo sguardo. La ricerca di sé attraverso l’altro.

Marco La Scala Personal Relations

AT: Personal Relations è un progetto che non solo vuole creare una mostra itinerante internazionale, ma vorrebbe incentivare lo scambio di esperienze reali tra artisti internazionali. Cosa ne pensi?

MLS: Credo sia un ottimo proposito basta pensare al ruolo propulsivo dei vari gruppi artistici che hanno poi costituito dei movimenti grazie anche fatto che gli artisti comunicavano tra di loro per sperimentare l’arte come progetto condiviso.


Grazie a Marco La Scala per la chiacchierata interessante.

Ecco infine una gallery per vedere le sue opere.


Le tappe di Personal Relations

  • The Cello Factory, London (Inghilterra): 06-16 dicembre 2016
  • Pulchri Studios, L’Aia (Olanda): 25 febbraio – 25 marzo 2017
  • Galleria Mirror, Vicenza (Italia): 29 aprile – 04 giugno 2017

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