Paola Michela Mineo: performance come identità

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Tutti pronti per l’ultima tappa esplosiva di It Is Too Late. It Is Happening. It Is Performance Art?

Dopo essere stati spettatori di teatro contemporaneo e protagonisti di azioni performative, saremo insieme co-autori e utilizzeremo la tecnologia digitale.

Se ve li siete persi, potete rivedere il percorso e la presentazione della rassegna dedicata alle arti performative, ma non riviverne le tappe perché le performance sono eventi unici e irripetibili in quanto tali.

Oggi vi presento la performer Paola Michela Mineo, protagonista dell’ultimo appuntamento che si svolgerà questo sabato 23 giugno, sempre da Spazio Rizzato a Marano Vicentino.

Vi aspetto tutti lì!


Paola Michela Mineo

Paola Michela Mineo vive e lavora tra Milano e Pietrasanta.

Laureata in Architettura tra il Politecnico di Milano e quello di Atene, reinterpreta il concetto di calco dal vero, trasformandolo da semplice strumento di copia anatomica a vero e proprio ritratto di identità personali e relazionali.

Il tema del frammento archeologico si radica negli anni greci, rimanendo fino ad oggi caposaldo di un linguaggio interdisciplinare che spazia dalla performance art alla fotografia, dalla pura scultura alle installazioni.

Interagendo fisicamente col pubblico coinvolto in micro-azioni, compie un ulteriore passaggio relazionale in cui il soggetto/oggetto ritratto, anziché essere un mero manufatto estetico, diviene un vero e proprio dispositivo empatico per una storia di identità.

Paola Michela Mineo estrae la bellezza anche dove sembra non esserci.

sito web dell’artista: www.paolamichelamineo.com

Ritratto di Paola Michela Mineo


Intervista all’artista

1.
Alice Traforti: La tua ricerca artistica è fondata sul ritratto attraverso la scultura.
Crei calchi in gesso della figura umana, andando a individuare la parte più rappresentativa e intimamente connessa a ciascun soggetto che rappresenti, o che si autorappresenta sotto la tua guida.
Perchè allora la performance?

Paola Michela Mineo: Non ho mai trattato il calco dal vero in maniera ordinaria, e cioè come tecnica di riproduzione finalizzata alla copia dal suo negativo.

Fin dal primo calco, nel 1998, mi sono resa conto che l’azione che compivo col mio corpo sul corpo dell’altra persona mi permetteva di “sondare i meandri relazionali”, come diceva Marco Testa del mio lavoro; mi dava l’occasione di uscire dall’ordinaria comunicazione tra ritrattista e ritratto.

E quindi che cos’è l’intento di un’artista, in uno spazio e in un tempo definito, con almeno due corpi che si relazionano senza un copione predefinito? Una performance.

È il linguaggio che ancora oggi è indispensabile al mio lavoro, soprattutto quando ritraggo realtà complesse; la fotografia, l’audio, il video, le installazioni arrivano quando ho molto da dire e sono emerse solo 7/8 anni fa rispetto alla mia ricerca.

L’intenzione e l’azione, i corpi e la relazione che si genera sono indispensabili e tutti diversi: per questo anche la liturgia che applico durante la performance è un punto fermo che crea il “campo” adatto all’empatia.

2.
AT: Nel dicembre 2016 hai fondato insieme a Francesca Fini una social TV fruibile esclusivamente attraverso le dirette facebook.
Vuoi parlarci di Performance Art TV e dei presupposti su cui si fonda?

PMM: Stavamo facendo un lavoro insieme: con Francesca Fini c’è un feeling particolare, lo definirei filosoficamente efficiente… ci piace pensare ma di più “fare”. È un po’ utopico fare tutto quello che ci salta in mente, ma PERFORMANCE ART TV è tra le cose davvero ben riuscite.

Stavamo riflettendo sul cambiamento sociale rispetto al web e i social network e abbiamo scoperto di aver pensato entrambe a cosa sarebbe successo se il pubblico, parte integrante dell’azione (dell’opera) nella performance art, fosse stato digitale.

Era tardissimo. Avevamo finito di girare un lavoro ed eravamo esauste: ci siamo guardate e ci siamo dette “lo facciamo?” “Andata” “Buonanotte”… e la mattina abbiamo creato il logo e cominciato il primo brainstorming, che per altro è stato pubblicato qualche mese dopo, quando abbiamo aperto il canale.
Ci sembrava giusto mandare in diretta le nostre intenzioni, sempre live, senza censure e senza troppe manie di perfezione: sperimentare vuol dire provare… e molto spesso oggi manca proprio la perfezione di quell’avanguardia che “prova a fare”.

Ascoltateci qui: https://www.facebook.com/performancearttv/videos/436826433336820/

3.
AT: In occasione della rassegna “It Is Performance Art” curata da Spazio Rizzato a Marano Vicentino, proporrai la rivisitazione di “Sudario”, performance che hai eseguito per la prima volta nel 2012.
Qual è il valore aggiunto nella proposta del 2018?

PMM: La video performance è stata rivisitata nell’ottica di un pubblico che potrà interagire esprimendo le sensazioni che le immagini dell’azione evocheranno.

Spazio Rizzato, che in maniera molto innovativa si sta impegnando per diffondere il significato della performing art, mi ha spinto oltre: avremo il pubblico mischiato. Reale e virtuale.

In galleria verrà trasmessa la diretta della performance, e le persone fisiche potranno scrivere i loro pensieri che verranno poi digitati sulla diretta facebook.

Gli audaci tecnologici potranno guardarla dai propri smartphone e commentare direttamente, come fará il pubblico digitale.

Una voce, senza censura, mi leggerà i commenti mentre performo … e sarà interessante vedere anche le mie reazioni… o non reazioni.
Sarà potente. Non vedo l’ora.


Evento finale: Spazio Rizzato, Marano Vicentino

sabato 23 giugno alle ore 18:30
SUDARIO, di e con Paola Michela Mineo
in collaborazione con Performance Art TV – www.performancearttv.com

La performance verrà trasmessa online in diretta allo Spazio Rizzato di fronte ad un pubblico reale: lo spettatore, nella sua duplice natura reale/virtuale, sarà invitato a partecipare esprimendo i pensieri che verranno sollecitati dalla visione della performance.
I commenti liberamente scritti verranno letti in diretta, creando una sorta di “reading digitale” di emozioni suscitate dall’azione performativa, in grado di ribaltare poeticamente il senso stesso dell’uso dei dispositivi digitali come filtro attraverso cui osserviamo la realtà.

Visualizza il comunicato stampa: Its too late. It is happening. It is Performance Art.

Dove: Spazio Rizzato, piazza Silva 65, 36035 Marano Vicentino (VI) – con accesso dall’ingresso principale di Ottica Rizzato
Contatti: 0445 623323 – spaziorizzato@gmail.com
sito web: www.otticarizzato.com/it-is-too-late-it-is-happening-it-is-performance-art

Con il patrocinio del Comune di Marano Vicentino – www.comune.marano.vi.it

Siateci!
Alice

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