Alessandro Zaffonato: fotografia digitale e approccio analogico in amore della natura (intervista)

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Cari vicentini (e non),
alzi la mano chi ha visto la mostra Return to Nature del fotografo Alessandro Zaffonato esposta da Spazio Nadir!

Non ce l’avete fatta?

Niente paura: la prossima tappa del tour espositivo sarà nientemeno che a Roma, dal 9 al 22 marzo presso HÉCO, in occasione del Mese della fotografia.

Ecco il link: http://mesefotografiaroma.com/evento-mfr/return-to-nature-alessandro-zaffonato/

Per conoscere meglio l’artista e la sua ricerca, gli ho fatto qualche domanda.

Qui, invece, trovate un testo di approfondimento: Return to Nature: un ritorno possibile.


Intervista ad Alessandro Zaffonato

1.
Alice Traforti: Come, quando e perché ti sei approcciato alla fotografia?

Alessandro Zaffonato: Ho cominciato a scattare, come tanti, per avere le classiche foto ricordo delle escursioni in montagna. Infatti, andavo spesso a camminare sulle montagne dietro casa, per rilassarmi tra gli esami universitari e ricaricare le batterie.

Poi la fotografia si è presa la maggior parte del mio tempo libero tanto che, dopo un po’, mi sono reso conto che i miei viaggi o le mie escursioni venivano programmate in funzione dello scatto che avevo in mente.

photo Alessandro Zaffonato | model Aria Rainbow
photo Alessandro Zaffonato | model Aria Rainbow

2.
Alice Traforti: Quali sono le tue fonti di ispirazione?

Alessandro Zaffonato: Le mie fonti di ispirazioni sono tante ed è davvero difficile fare un elenco completo.

All’inizio mi piaceva “studiare” gli autori semplici, sullo stile tipico del National Geographic.
Poi, grazie anche a un corso sul linguaggio dell’immagine che ho seguito a Milano, ho cominciato ad apprezzare molto autori più complicati e meno commerciali, ma che sanno raccontare molto di più.

La mia fortuna è stata sempre quella di non darmi dei limiti: se un fotografo è bravo, che faccia fotografia naturalistica o fotografia di moda, mi piace comunque studiarlo acquistando i suoi libri, leggendo le sue interviste e visitando le sue mostre.

Questa curiosità mi ha permesso di mescolare diversi stili, andando di volta in volta a pescare da un autore o dall’altro, e di avere la capacità di adattarmi alle diverse situazioni che in esterna ti possono sempre capitare.

Alessandro Zaffonato: Erica
photo Alessandro Zaffonato: Erica

3.
Alice Traforti: Dalla fotografia naturalistica al reportage, dal ritratto al nudo. C’è un filo conduttore?

Alessandro Zaffonato: Il filo conduttore è il mio amore per la natura.
In tutti i miei scatti ho sempre cercato gli ambienti esterni, i più grandi, e infatti non amo particolarmente gli spazi ristretti e soffocanti.

Nei miei lavori il soggetto è sempre molto piccolo e in alcuni casi bisogna quasi cercarlo, proprio perché questi sono gli scenari che cerco.

I miei ritratti sono stati definiti malinconici molte volte e, probabilmente, questa sensazione nasce dalla combinazione degli ambienti chiusi con la necessità di trovarmi in relazione molto stretta con il soggetto.

Non a caso, la fotografia di ritratto, seppur mi piaccia molto, è quella che sicuramente mi affatica di più.

Alessandro Zaffonato: Camilla
photo Alessandro Zaffonato: Camilla

Nel reportage, invece, lavoro in modo diverso. Non potendo trovare sempre spazi ampi, cerco di raccontare comunque il rapporto del soggetto con quanto ha attorno.

Per questo mi piacciono particolarmente quei luoghi ancora molto legati all’agricoltura (vedi i miei ultimi viaggi in Romania e India), dove ritrovo la mia amata natura.

photo Alessandro Zaffonato | location: Maramures, Romania
photo Alessandro Zaffonato | location: Maramures, Romania

4.
Alice Traforti: Digitale e analogico: retroscena e post-produzione di un tuo scatto.

Alessandro Zaffonato: Io scatto esclusivamente in digitale, con uno stile molto classico, seguendo un metodo di lavoro molto vicino a quello usato in passato nella fotografia analogica.

Dietro a ogni set c’è così tanto lavoro che il tempo infine dedicato allo scatto vero e proprio corrisponde al 10 o massimo 20%.

Per ogni set, infatti, ci sono diverse ore di documentazione online, di ricerca di location se si tratta di fotografia con fotomodelle o di studio delle abitudini e degli spostamenti se si tratta di fotografia naturalistica o, ancora, di studio delle usanze e abitudini se di parla di fotografia di reportage.

Alessandro Zaffonato | Camoscio, Gran Paradiso
photo Alessandro Zaffonato | Camoscio, Gran Paradiso

Per le fotografie di nudo ambientate in natura ci sono in genere 2 uscite preparatorie e di studio della location.

Solamente quando sono convinto di aver “letto” la location vado con il soggetto e inizio a realizzare gli scatti che ho in mente, che per un buon 80% ho già in mente.

Successivamente inizia il lavoro di post-produzione, che richiede diverso tempo.

Preferisco sempre sviluppare le foto seguendo i vecchi metodi, pertanto andando a fare diverse mascherature per far risaltare il soggetto ed eventualmente nascondere gli elementi di disturbo, senza mai cancellare o aggiungere niente.

Per l’ultimo passo, invece, mi appoggio a una tipografia come quelle di una volta, dove la stampa è seguita alla perfezione e con vera passione.

photo Alessandro Zaffonato: Return to Nature 006, 2015-2018 – stampa fine art | location: Val di Piero, Sedico (BL) | model: Giorgia

5.
Alice Traforti: Com’è nato il progetto Return to Nature?

Alessandro Zaffonato: Il mio progetto, per il quale ormai tutti mi riconoscono, è nato casualmente, direi che l’ho incrociato nelle mie escursioni.

Tantissime volte ho pensato a quanto bene mi trovavo in quegli ambienti completamente naturali, dove mi immergevo andando in cerca di animali da ritrarre. In alcune mie escursioni ho poi avuto la fortuna di imbattermi in luoghi veramente stupendi che mi hanno fatto rimanere senza fiato, anche a pochi minuti da casa.

Un giorno ho messo insieme questi due pensieri e mi sono chiesto: “Perché non provo a fotografare il mio ritorno alla natura?”.

Da questa idea è nato il lavoro che ormai dura da qualche anno e che mi ha fatto innamorare ancora di più dell’ambiente che ci circonda.

Sicuramente ho avuto anche molta fortuna in questa mia ricerca, ho incontrato le persone giuste con cui collaborare, tutte persone molto semplici e umili, e molte volte ragazze che non avevano mai posato, ma che in realtà risultano perfette per questa mia serie in quanto non hanno l’impostazione di posa tipica delle ragazze “da studio”.

photo Alessandro Zaffonato: Return to Nature 005, 2015-2018
photo Alessandro Zaffonato: Return to Nature 005, 2015-2018 – stampa fine art | location: Cascata del Lupo, Bedollo (TN) | model: Aria Rainbow

6.
Alice Traforti: Prossime prospettive e progetti fotografici in corso.

Alessandro Zaffonato: In futuro mi piacerebbe proseguire con questo percorso legato al rapporto tra uomo e natura.

Sto iniziando a progettare degli scatti che raccontino la forza della natura e come noi possiamo essere realmente indifesi nei confronti degli eventi atmosferici odierni e deboli di fronte ai cambiamenti climatici.

Infine mi piacerebbe tornare a fotografare gli animali. Come mi piace scherzare con gli amici, “ho un conto in sospeso con alcuni soggetti” che sto seguendo da anni e che non sono mai riuscito a ritrarre come volevo.

photo Alessandro Zaffonato: After party, 2019

Alessandro Zaffonato

Alessandro Zaffonato
Ritratto di Alessandro Zaffonato

Alessandro Zaffonato (1984) vive e lavora a Santorso (VI), proprio dove iniziano le montagne.
Inizia a scattare durante gli studi di ingegneria, dedicandosi inizialmente alla fotografia naturalistica, poi al reportage, al ritratto e infine al nudo.

Precedentemente iscritto al Circolo Fotografico Scledense BFI, attualmente socio del Fotoclub il Punto Focale di Vicenza, dal 2011 iscritto alla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche).

Tra il 2013 e il 2014 arrivano i primi riconoscimenti ufficiali che lo spingono a proseguire nella ricerca, dedicandosi anche allo studio degli stili dei grandi fotografi di diversi generi.
Ne risulta una fotografia che esce dal canone dei generi presentando soggetti sempre più ambientati, quasi nascosti.

Tra il 2016 e il 2018 realizza la serie “Return to Nature”, ora in tour espositivo, mentre proseguono le uscite per trovare altri scatti.

Maggiori informazioni al sito web ufficiale dell’artista.

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